Il corso indaga le trasformazioni dei modi di produzione, consumo e circolazione delle immagini introdotte dall'affermazione dei modelli generativi, con particolare attenzione ai sistemi text-to-image e text-to-video. Una prima parte sarà dedicata alla teoria delle immagini generative, ricostruita anche attraverso alcune genealogie della teoria del cinema. Da Henri Bergson e il «meccanismo cinematografico del pensiero» alle riflessioni di Hugo Münsterberg, Dziga Vertov e Sergej Ėjzenštejn, il cinematografo è stato infatti pensato non soltanto come strumento di registrazione, ma come dispositivo capace di riorganizzare percezione, memoria e conoscenza. Un ruolo centrale sarà attribuito a Jean Epstein che, ne L'intelligenza di una macchina, arriva ad attribuire al cinematografo una specifica capacità di analisi e comprensione del mondo. Questa genealogia servirà a interrogare, nelle dovute differenze storiche e tecnologiche, le forme contemporanee di sguardo e di produzione automatizzata delle immagini.
Su questo sfondo saranno discussi alcuni dei principali contributi teorici dedicati alla visualità algoritmica e generativa, con particolare riferimento alle riflessioni di Antonio Somaini sugli spazi latenti e le immagini algoritmiche, di Roland Meyer sul platform realism, di Hito Steyerl sulle mean images, di Grégory Chatonsky sulla vectoestetica e il vectofascismo, e di Emanuele Arielli e Lev Manovich sull'estetica artificiale. Il corso affronterà così alcune questioni centrali del dibattito contemporaneo, tra cui il passaggio dalla rappresentazione alla predizione, il rapporto tra dataset e archivio, verosimiglianza e falso, stereotipo e bias, autorialità e automazione, sguardo umano e sguardo artificiale.
La seconda parte sarà dedicata agli usi sociali delle immagini generative attraverso due campi contrapposti ma comunicanti. Da un lato verranno analizzate la comunicazione politica e la cosiddetta slopaganda, con particolare attenzione alla produzione seriale e alla circolazione piattaformizzata di contenuti sintetici e al caso Trump Gaza. Dall'altro saranno studiate opere e pratiche artistiche che utilizzano criticamente gli stessi dispositivi, intervenendo sui dataset, sugli spazi latenti, sugli stereotipi visuali e sulle procedure di generazione. L'alternanza tra riflessione teorica, analisi di casi e attività seminariali consentirà di osservare come le immagini generative stiano ridefinendo alcune categorie ereditate dal cinema e, più in generale, i rapporti contemporanei tra immagini, tecnologia e potere.
Su questo sfondo saranno discussi alcuni dei principali contributi teorici dedicati alla visualità algoritmica e generativa, con particolare riferimento alle riflessioni di Antonio Somaini sugli spazi latenti e le immagini algoritmiche, di Roland Meyer sul platform realism, di Hito Steyerl sulle mean images, di Grégory Chatonsky sulla vectoestetica e il vectofascismo, e di Emanuele Arielli e Lev Manovich sull'estetica artificiale. Il corso affronterà così alcune questioni centrali del dibattito contemporaneo, tra cui il passaggio dalla rappresentazione alla predizione, il rapporto tra dataset e archivio, verosimiglianza e falso, stereotipo e bias, autorialità e automazione, sguardo umano e sguardo artificiale.
La seconda parte sarà dedicata agli usi sociali delle immagini generative attraverso due campi contrapposti ma comunicanti. Da un lato verranno analizzate la comunicazione politica e la cosiddetta slopaganda, con particolare attenzione alla produzione seriale e alla circolazione piattaformizzata di contenuti sintetici e al caso Trump Gaza. Dall'altro saranno studiate opere e pratiche artistiche che utilizzano criticamente gli stessi dispositivi, intervenendo sui dataset, sugli spazi latenti, sugli stereotipi visuali e sulle procedure di generazione. L'alternanza tra riflessione teorica, analisi di casi e attività seminariali consentirà di osservare come le immagini generative stiano ridefinendo alcune categorie ereditate dal cinema e, più in generale, i rapporti contemporanei tra immagini, tecnologia e potere.
- Teacher: Marco DALLA GASSA